
Questa è una storia di sensi di colpa, di volontà vacillanti e paradossi non proprio scontati.
Questa storia deve pur cominciare da qualche parte no? Non sta bene lasciarla così, senza contesto.
“Quante cose sarebbero potute andare storte per quella “non voglia” di lasciare il caldino di casa mia per controllare la mia ALICIOTTA”
Quindi:
Era una sera stanca, di quelle fredde fredde, ed era ovviamente figlia, essendo appunto una sera “stanca”, di una giornata lunga (e pure quella FREDDA), oltretutto nipote di una notte quasi insonne.
-In pratica ero cotto-
Pancia piena, doccia calda, pigiamino e quel classicone di “Harry Potter e la camera dei segreti” in tv ANZI in streaming senza neppure la rottura di scatole della pubblicità.
Tutto filava liscio e mi sentivo già cadere lentamente tra le braccia di Morfeo.
Poi ad un tratto “BOOM” anzi… “BLING”
Il telefono suona ma non per una banale notifica: questa era LA NOTIFICA.
“L’animale 615 sta per partorire”
E, tra l’incredulo e il sonnolento, fisso quell’esatto messaggio per due minuti buoni.
E CI PROVO (“a fare che?” direte voi). Provo a fare finta di non averla vista: do una veloce sbirciata alle telecamere del preparto e la vedo. La vedo proprio di fronte (non l’angolo migliore per controllare il travaglio da remoto), mi sembra tranquilla e allora, di nuovo, ci provo.
Mi infilo nel letto e provo a prendere sonno.
D’improvviso, come una nube tempestosa, decine e decine di pensieri su quali e quante cose sarebbero potute andare storte per quella “non voglia” di lasciare il caldino di casa per controllare la mia ALICIOTTA (si, questo è il nome della 615) lambito dal vento gelido che, dopo aver sfiorato la schiena del monte Orfano, si abbatte quasi placidamente sulla spianata di fronte alla Colombara.
Tempo quindici minuti e stavo già sfrecciando in auto verso l’azienda per controllare quello che si sarebbe poi rivelato il FALSO allarme-parto.
Una bella rinfrescata al volto e alla coscienza.
Chissà se fosse andato storto qualcosa per quante notti non avrei chiuso occhio…
Giorgio.